Comunità ad alta autonomia

Aperta nel giugno 2005 in via Livenza a Rovereto, la Comunità “Mimosa” è la prima comunità a bassa protezione, con modalità di funzionamento ed obiettivi diversi da quelli delle altre comunità residenziali sul territorio. Dal 2009 la Comunità si è trasferita a Borgo Sacco in via Unione 2, al terzo piano del complesso dove già si trovano altre due Comunità Alloggio di Villa Maria (Comunità “Penelope” e Comunità “Ulisse”). Questa collocazione garantisce alle utenti il supporto degli operatori, sempre presenti nelle altre comunità, in caso di bisogno, e allo stesso tempo permette loro di mantenere il massimo livello di autonomia ed indipendenza. Con il progetto di questa Comunità, definita a “bassa protezione,” è stato costruito l’obiettivo primario di permettere alle utenti di vivere una vita il più autonoma ed indipendente possibile, garantendo loro al medesimo tempo il massimo della tutela e del sostegno. La vita in semi – autonomia sollecita le utenti su molti fronti:

  • quello delle autonomie, in quanto la gestione e l’organizzazione della casa risultano essere direttamente in carico alle utenti. Pur con il supporto di un educatore presente 2 ore al giorno dal lunedì al sabato, esse hanno modo di sperimentarsi in tutte le operazioni che sono necessarie per gestire una casa: pulire, cucinare, fare la spesa, rendersi conto di che cosa manca, fare il bucato,lavare, stendere, etc. Allo stesso tempo hanno la possibilità di riempire e personalizzare gli spazi secondo i loro gusti e le loro preferenze
  • quello delle capacità di problem–solving, laddove sono chiamate a trovare da sole semplici soluzioni alle situazioni che si possono presentare
  • quello della scelta e dell’autodeterminazione, in quanto le utenti sperimentano la possibilità di scegliere come occupare il tempo libero che rimane loro al di fuori delle ore lavorative
  • quello delle capacità relazionali, poiché la vita in questa Comunità le sollecita a mettersi in relazione con molte persone (volontari, vicini di casa, amici, conoscenti, negozianti, etc.) spesso senza la mediazione dell’operatore
  • quello della sperimentazione della libertà e dell’autonomia di movimento che le pone a diretto contatto con i servizi del territorio (mezzi pubblici, posta, banca, negozi, biblioteca, etc.)
  • infine la Comunità organizzata in questo modo garantisce un alto livello di rispetto della privacy e fa loro sperimentare degli spazi di solitudine che, se tutelata al massimo, è un’esperienza evolutiva potenzialmente molto significativa.